Il Pontefice interviene a proposito della piaga della disoccupazione giovanile

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I giovani sono sempre nel cuore e nel pensiero del Papa Francesco. Altrettanto lo è la condizione dei lavoratori, spina dorsale della società italiana. Troppo spesso le persone sono in qualche modo sfruttate sul lavoro, con forme di precarietà che sono funzionali al maggior guadagno possibile per il datore di lavoro senza riguardo alcuno per le necessità e la dignità del lavoratore.

In particolare, oltre alla piaga del lavoro precario, c’è il dramma di troppi giovani che non hanno nemmeno questo. I dati statistici ci dicono che nella media italiana supera il 40% il numero di giovani disoccupati nel Paese, mentre tanti altri abbandonano la loro Patria incapace di dare loro una prospettiva di futuro, ancora più con un inaccettabile dileggio da parte del Ministro che per compito istituzionale avrebbe il compito di creare le condizioni per consentire un futuro lavorativo se non nelle loro città almeno in Patria.

Nella sua attenzione verso il mondo giovanile, Francesco ha voluto affidare ad un messaggio la sua denuncia: “Una società che non offra alle nuove generazioni sufficienti opportunità di lavoro dignitoso, non può dirsi giusta”. Sappiamo di una forte sensibilità dei vertici istituzionali italiani su questo tema ma nonostante questo paiono troppo deboli e sbilanciati i provvedimenti adottati dallo Stato italiano in tema di lavoro, soprattutto giovanile e i risultati sono innegabilmente davanti agli occhi di chiunque.